venerdì 20 agosto 2010

una freccia in sfavore

Com'è che Robin Hood diventò un fuorilegge? Questo Robin Hood di Ridley Scott lo racconta. Finzione, documentario storico? Non ne ho idea, non mi importa: io l'ho visto per il cast, o meglio era tutto cominciato come modo di rifarsi gli occhi con Russell Crowe, poi ho scoperto che è la storia di un esercito di super orsetti al servizio di sua maestà, un re un po' indie. Niente di che, un film in costume guerriero, per cui Russell ha rispolverato l'espressione messianica del so-tutto-io che aveva il Gladiatore, e pure quel modo di fare un po' da supereroe in cotta di maglia di ferro, e non manca nemmeno il momento braveheart. La storia d'amore, oltre a suscitare diverse invidie, non è importante, e questo è un vanto. Si parla di guerra, di come si può vincere una guerra grazie all'ingegno di un uomo. D'altra parte impossibile non vincere se la figura del nemico re di Francia è quella di un uomo che pare rovinato dall'alcol e dalle droghe pesanti, che per tutto il film ha la faccia di chi ha passato una nottataccia a pomiciare col real tazzone, e quello che più vorrebbe non è certo impadronirsi della perfida Albione, a meno che non sia per quella magiche pillole per l'hangover che solo lì ce le hanno. Combatteremo un altro giorno, ora per favore dategli un'aspirina. Insomma, vedetelo se vi piace Russell Crowe, se volete vedere almeno una decina di musclebear rampanti, amate la paesaggistica di quei luoghi. O non avete di meglio da fare. 

Nessun commento:

Posta un commento