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venerdì 27 luglio 2012

livore

Approvato il registro delle unioni civili a Milano... 
I commenti dei lettori su varie testate online, suddivisi per prospettiva.  

Apogaylipse, now

(...) come mai non si regolamentano anche le unioni poligamiche e/o incestuose? Ne esistono moltissime e chiaramente mi riferisco solo a quelle consenzienti. Vi sembra una provocazione? Beh..alcuni partiti politici che ora festeggiano e parlano di diritti riconosciuti hanno proposto spesso la depenalizzazione dell'incesto. 
Perché i terzetti devono essere discriminati? E i quartetti? I musulmani riusciranno a imporci le loro leggi anzi, siamo noi che stiamo pian piano portandoci verso di loro, pur di non far vedere che siamo cattolici facciamo di tutto.
Per non parlare dei gay...
Un'altra scatola vuota per accontentare chi porta voti. Uno normale, come il sottoscritto ed altri, non riesce a vedere questo grande passo avanti. Verso che cosa? Coppie di fatto ò una parola vaga che crea solo privilegi ad hoc, per gli amici. Poi, non parliamo dei gay,ma cosa vogliono di più di quello che già non hanno avuto dalla vita? Sono uguali agli altri in tutto e per tutto. Ora Pisapia si concentri sui problemi reali della città: (...)
Comunista! 
Il matrimonio è un impegno di fronte alla società, quindi di fronte allo Stato. Questo provvedimento offende lo Stato e tutta le società in quanto il "governo" Pisapia dimostra di fregarsene dei doveri che ci sono di fronte allo Stato e alla società tutta... per lo stesso motivo tutti dovremmo non pagare le tasse (che è un dovere di fronte allo Stato). Non serve a nessuno, tranne che ai gay.
Non è mai abbastanza, no no no
un altro passo per ghettizzare e diversificare dalla normalità le coppie di fatto, sia omosessuali che eterosessuali, altro che riconoscimento, bravi, andiamo avanti così, continuiamo a leccare la chiesa.
Spero da parte delle persone omoaffettive, ci sarà il rifiuto a sottostare a questo provvedimento. In attesa del matrimonio civile, anche fra persone dello stesso sesso.
non ha nessuna valenza pubblica , perché non è diretta alla famiglia e alla prole. E come tale non implica doveri e quindi non merita diritti. DIRITTI SOLO CON DOVERI
Ti insegno io come si fa il Comune!
Queste delibere comunali sono pura ideologia: assolutamente inutili dal punto di vista giuridico ! I Consiglieri Comunali di Milano pensino a fare gli ammimistratori e non giochino al piccolo legislatore!

Dove lo trovano tutto questo livore? Questo odio? Questa insofferenza?
Non sei infinitamente stanco?  


martedì 30 agosto 2011

casi umani, episodio 06

Questo caso umano può essere considerato un'evoluzione pokemon del Chatter. Si tratta de L'Inconcludente.   A differenza del Chatter, questi acquisisce la capacità di non abbandonare la chat privata quando capisce che non porterà a compimento la propria mission, e di tenervi lì per mezzore facendovi presagire che la cosa finirà nel migliore dei modi nei mondi possibili. In particolare, il discorso è segnato da ripetuti silenzi, il più delle volte mancate risposte a vostri quesiti che hanno come obiettivo quello di rimorchiarlo, interrotti improvvisamente nel momento in cui state per assumere il ruolo di Chatter per troncare la discussione; questo porta a continuare fin quando non avrete esaurito le strategie per quagliare. A quel punto, il vostro lampante calo di interesse lo porterà a considerarvi degni di un bell'abbandono con conseguente sensazione che la colpa sia vostra. Unico rimedio per evitare di incontrare L'Inconcludente è tenere aperte diverse finestre di dialogo: se veramente interessato, la sua lampeggerà e voi potrete dedicarvi a lui, ma non regalategli niente della vostra attenzione e del vostro tempo, di cui si ciba e che sputa quando è sazio. 

sabato 8 maggio 2010

i buchi neri - e tu, chi sei?


Ripercorro la rubrica del mio cellulare, senza sapere bene perché. Alcuno nomi, alcuni nickname si notano perché sono tra parentesi. Io non amo cancellare, sono un collezionista; al massimo archivio, pongo in un angolo della memoria, sia la mia o quella del telefonino. Ripercorro i nomi tra parentesi: sono i nomi delle persone con cui ho intrattenuto incontri di necessità, più o meno occasionali. Non cancello, perché non sono di quelli che se li richiami o gli mandi un messaggio, ti rispondo con il classico E tu, chi sei? anche solo dopo due, tre giorni. E hai voglia a dirglielo, parte la pantomima della giustificazione, in un caso, e nell'altro - non so quale sia il migliore dei casi o il peggiore - direttamente un vaffanculo. In entrambi i casi, già sai che non tornerai a vedere il titolare di quel numero. Allora, se sei uno come me, che non cancella, ti ritrovi che magari per noia spulci la rubrica del telefonino, o magari stai cercando un numero, insomma ti ritrovi quelle parentesi. Ti incuriosisci e cominci a ricordare. Il primo che appare è un ragazzo che aveva appena finito di comprare casa, in un comune dell'hinterland, vi siete visti un giorno di pioggia, di diluvio, era domenica, probabilmente autunno. Avete appagato le vostre esigenze sul divano nuovo di pelle, la casa intorno ancora sapeva di intonaco, e l'asse del water si proteggeva nel suo cellophane. Poi c'è il nome di uno che avresti dovuto incontrare a Firenze, ma che non ha mai risposto ai tuoi messaggi quando stavi nella città, e si faceva vivo settimane dopo portando scuse su scuse. Un ignoto. Questo sì che è cancellabile: non ho vissuto nulla. Quello dopo, nemmeno lo ho vissuto, solo ci siamo sentiti via messaggio, ma non siamo mai riusciti a incontrarci, e sono passati mesi e mesi. Cancellabile. Poi arriva, e non ti ricordavi, il numero di un tuo ex, con cui hai ricominciato a sentirti, in gradevole e indifferente socialnetworkship, ma ancora ti ricordi il suo compleanno, e lui si ricorda il tuo, se lo è sempre ricordato, non costa nulla tenerlo lì, pensi solo che una volta non era tra parentesi, ma non ti ricordi perché se le è guadagnate. Altro contatto di un inarrivabile futuro, quando lo sento esprime una profonda voglia di conoscermi, ma credo sia un anno che va avanti così, e mai ha accolto i miei inviti o ne ha fatti di suoi, ma non lo cancello, perché promette bene, e io prima o poi tornerò in Italia. Come le cose che non butti quando fai il ripulisti della tua stanza: può sempre servire, ai vigliacchi e ai deboli come me. Il prossimo: contatto altoatesino, dato che non tornerò a intromettermi nella vita stressata di turisti natalizi, finisce qui il suo tempo. Nemmeno ci siamo mai visti, niente vita. Il successivo è differente: ci siamo visti un paio di volte, e mi adora, è come una fonte di autostima e cibo per l'egoismo, per questo non ho mai pensato di abbandonarlo, forse per lo stesso motivo dovrei cancellarlo, ma nel dubbio vince l'avidità. Poi? Di quest'altro non mi ricordo, forse aspetto che mi mandi un messaggio per rispondergli E tu, chi sei? Per non parlare di quest'altro, nemmeno pensavo di avere il suo numero, credo che mi abbia portato una volta a prendere un aperitivo analcolico per parlarmi dei suo abbordaggi in dark room o dei suoi sviluppi in palestra e per essere un primo incontro non mi capacito di non averlo cancellato dopo cinque minuti dal congedo. Strano come procedendo in ordine alfabetico diminuisca il ricordo che ho di ciascuno di loro, però sono appena arrivato ad un nome cui addirittura segue una nota spassosa che recita vuole i miei slip al mac di binasco. Va da sé. Avventure nel principato di Trento, niente di memorabile, via un altro. E perché resta nella mia rubrica, tra parentesi, un personaggio di cui ho già parlato in questo blog, il Mesellenico? Via! E ora l'ultimo, quello di cui spesso parlo in termini di Trombamico. Lui resta, magari ne parlerò, un giorno. Ora sono abbastanza stanco di tutto questo.

lunedì 3 maggio 2010

popper, non karl

La logica della separazione tra l'atto eiaculatorio e il piacere fisico dell'amplesso è accettabile solo in una prospettiva di una condivisione che si sia protratta per un tempo accettabile. L'occasione fa l'uomo ladro, e pure un po' esigente. Questo mi è apparso nella sua chiarezza abbandonando l'alcova di colui che chiameremo Mr. Pop, nomignolo che si è guadagnato inalando del popper per sentirsi piú macho, dato che non lo era nel letto, e per quanto due che prediligono o che necessitano nello stesso momento della stessa interpretazione possano comunque passarselo bene (traduzione letterale dallo spagnolo pasarlo bien), quando qualcosa manca, manca. Nel complesso, come disse il figuro, salutandomi e chiedendomi di gettare gentilmente l'immondizia uscendo, «Beh, una esperienza in più nella vita, no?». Sì. Non mi avevano mai chiesto di gettare l'immondizia dopo il sesso.

lunedì 18 gennaio 2010

casi umani, episodio 04

Sempre più di frequente frequento frequentemente le chat. Così oggi parlerò di quello che mi sembra un tipo che emerge da questi ambienti di discorso: il Chatter.
Essendo una persona virtuale, non posso darvi un identikit rigoroso. La sua tipizzazione si basa sul suo comportamento discorsivo. Il tipico individuo chattante di una chat gay sembra perdere per l'occasione ogni senno. La sua capacità di inanellare un discorso con un valore (anche minimo) è ridotta a poche, canoniche, formule. Provate a contattarlo, cambiando nickname ogni volta. Avrete sempre lo stesso, identico, schema (il Chatter è in corsivo):

- Ciao
- Ciao
- Come va?
- Bene, e tu?
- Bene
(pausa)
- Cosa fai qui? (curiosità di chi cazzeggia in chat come me, ndr)
- Cazzeggio (uh, uno come me, chissà che non si possa cazzeggiare e conoscersi un po', ndr)
- Anch'io.
- Come sei?
- (descrizione sommaria delle misure significative, ndr)
- Io (misure fisiche e anagrafiche)
- Ok
- Ti va sesso?
- Veramente sono qui così, per passare il tempo e magari trovare qual...
- a o p?

E via dicendo. Di solito, quando capiscono che sei davvero lì per due chiacchiere, appare qualcosa che suona più o meno come

[L'utente ha lasciato la chat privata]

Altro da dire?
Non c'è rimedio, se non smettere di provarci. A volte va meglio, ma si contano sulla mano di un monco.

[L'utente ha abbandonato il blog]





martedì 24 novembre 2009

casi umani, episodio 03

L'Infante.

Non c'è molto da dire, si riduce ad essere un giovane ragazzo di un'età massima di 21 anni, alla ricerca di qualcuno che lo sottometta psicologicamente. Estremamente malleabile, tende a scegliere come compagno del momento qualcuno che gli dia l'assoluta certezza di fornirgli schemi interpretativi e tagli di capelli - cerca, insomma, un facilitatore di scelte quotidiane.
Tende a stabilirsi al domicilio del suo ragazzo, il quale a sua volta lo tratta spesso con la sufficienza della superiorità, assecondando così la volontà di ammirare qualcuno che l'Infante ha insita.
Solitamente magrolino per denutrizione, è flessibile come il suo carattere, ammesso che ne abbia uno, e la sua personalità è instabile: nel migliore dei casi, si direbbe adattiva; nei peggiori, assente.
Probabile che assuma nel sesso un ruolo esclusivamente ricettivo per dare gioia al suo signore. Se doveste incontrarne di versatili o esclusivamente proattivi, avete a che fare con un esemplare di Narciso.
Dopo i 21, un Infante resta tale, anche se potete chiamarlo in altri modi.

Rimedio: resistere alla tentazione di degradarlo con semplicità; se volete sbarazzarvene, provate a insegnargli la dignità.

Buona fortuna

giovedì 29 ottobre 2009

casi umani, episodio 02

Ieri sera qui a Conciliopoli c'è stata la festa di laurea del G. e ho potuto intravedere alcuni esemplari interessanti.

Ad esempio, l'Ipertrofico, ossia quell'individuo, il cui ego si espande a dismisura all'interno della stanza o dell'ambiente in cui lo incontrate, in misura maggiore se ha la possibilità di imbracciare uno strumento a corda quale la chitarra e inscenare un ferragosto autunnale.
L'ipertrofia del Sé si manifesta soprattutto nella cosiddetta sindrome del piacione, per cui è anche possibile chiamarlo il Piacione. Di lui è facile invaghirsi, perché dimostra di non essere assolutamente interessato a chi siete, a cosa fate dei vostri genitali e delle vostre zone erogene, e vi parla con il coinvolgimento che riserverebbe al suo prediletto oggetto del desiderio, che spesso non coincide con il vostro, ma vi fa ambiguamente credere il contrario, o almeno la possibilità del contrario. Vi informate ansiosamente sul suo status sentimental-relazionale attraverso accurate indagini improvvisate fra i conoscenti presenti, traendo le conclusioni rassicuranti, creando un mito di salvazione. Vi saluta calorosamente, come se volesse rivedervi in altre situazioni, o in quell'altra situazione. Sta con voi e vi dedica il tempo che mai nessuno sembra avervi dedicato, nessuno tra gli uomini che avete avuto fin ora. Il suo trucco è farvi sperare. Siano maledetti, perché spesso provocano una sindrome di impotenza esistenziale.
Dal punto di vista sessuale, non ho informazioni in merito: di solito scompare come meteora dalla vostra vita, o se proprio riuscite a portarvelo a letto, è di quelli che non restano.

Rimedio: nessuno, i Piacioni hanno un fascino che si smorza solo con il tempo, o con traumi improvvisi tipo incontrarlo con la compagna/il compagno, o sapere che vi odia. Ma per incontrarli di nuovo ci vuole una dose di fortuna che supera quella giornaliera della fettina di culo.

giovedì 22 ottobre 2009

casi umani, episodio 01

Prendo spunto da una nota di qualche amico di Facebook per cominciare una serie di post sui tipi umani, cercando di adattarla a "l'ambiente", come direbbero taluni iberici.
Proverò a essere regolare nella post-azione, ma come sempre prevarrà l'ispirazione sulla time table.
Oggi cominciamo parlando de Il Narciso, tipologia assai comune e riconoscibile. Tutti conosciamo più o meno la mitologia, e la morale che ne deriva: mai frequentare qualcuno che ama più un pezzo di vetro riflettente di quanto ami voi, e che si senta in diritto di consigliarvi su vari aspetti della vostra vita, prendendo come riferimento quello che farebbe lui. Ne l'ambiente è una percentuale molto alta, e spesso si distribuisce fra il tipo sfranta e il tipo insospettabile intellettuale, con prevalenza nella prima classe di soggetti... spesso più oggetti, perché amano essere il centro dell'attenzione, e a tal fine non disdegnano vendere metaforicamente il proprio corpo e la propria arte pur di sentirsi dire quanto questo vi renda felici, ed essere inondati di ringraziamenti. Tendono infatti a preferire una relazione in cui l'altro si senta in debito perenne, sia perché grazie al Narciso ora vestite meglio e avete un posto più chic nel mondo, sia perché grazie al Narciso ora potete vantarvi della sua compagnia quando andate al Lelephant. È indubbiamente sexy e appetibile come quel boxer colorato da Tezenis, ma costa molto di più, in termini sia economici che psichici. Ama circondarsi di persone che reputa più brutte, assumendo un atteggiamento messianico, per accompagnarvi a fare shopping facendovi credere che lo fa per voi, quando alla fine voi tornate a casa con una magliettina se vi va bene, e lui con almeno tre capi di abbigliamento. Oppure si circonda di persone che considera belle per formare compagnie di adoni.
Nel sesso è sfuggente, e passionale come nei porno. Evitate luoghi con specchi. Ha un carattere irascibile, permaloso, testardo e a volte può sembrare o rivelarsi realmente stupido, ma probabilmente è l'elastico degli slip Calvin Klein che non gli fa affluire il sangue più in su della cintola, limite oltre il quale, personalmente, perde di attrattività.
Se vi scarica, adduce scuse del tipo: "Non mi valorizza stare con te" oppure "Per adesso non sta funzionando". Poi non vi chiama più, probabilmente ha un altro adulatore ad attenderlo.
Non va in palestra, bensì è uno di quei soggetti con un metabolismo invidiabile. O non mangia.

Rimedio: indifferenza e tenacia nel perseverare nei propri errori - si allontanerà da solo o si redimerà. Se siete più pazienti, potete provare a educarlo alla bellezza del quotidiano, ma è dura.

Alla prossima!