Loro si chiamano Yeasayer, quelli che dicono sì. Sì all'elettronica nella musica, sì alla mescolanza dei generi. Sì allo sfuggire alle etichette inventandosene delle proprie. Un ascolto piacevole, questo Odd Blood, secondo lavoro del gruppo newyorkese. Wikipedia li presenta come experimental rock band, e non c'è nient'altro da dire, in realtà. Le dieci tracce hanno la potenza della luce e la delicatezza dell'elettrone, invisibile particella-onda, a seconda di come la si guardi. In questo caso, di come la si ascolti. L'onda elettronica degli Yeasayer si propaga per la stanza senza intontirvi con bit demenziali, bensì creando un'atmosfera che ricorda il synth pop dei Friendly Fires (novelli Talking Heads), ma solo come rimembranza occasionale, o i ritmi più forzati (in senso buono) dei Bloc Party di Silent Arm, senza perdersi nel bicchiere d'acqua della stupidità elettrica. A loro piace cantare, e farlo sentire, che si divertono e ci divertono senza scherno. Probabilmente si tratta di un'onda che ci sta travolgendo: consiglio di attenderla ammirandola dallo scoglio più vicino.
Yeasayer - "Odd Blood" (2010)
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