martedì 29 settembre 2009

la schiena del tutto

Il week end è stato lungo, è cominciato giovedì sera con la piazzetta e S. e due birre al bar della piscina, e un incontro casuale a fine serata con L. e canide. È proseguita venerdì con aperitivo al Mexicali con C., V. e D. (Come Volevasi Dimostrare), seguito da capatina al Fermento. Ma il bello è arrivato sabato, e quando dico è arrivato, intendo dire il bello: Gl., uno degli LG Bros. Sabato sera in oratorio a Precotto a sentire D. suonare la batteria per la festa patronale; inconsueto ma non sgradito, a parte il revival paternosterico alla fine, ma non è sede per parlarne, abbiamo rimediato con un doposerata al Maga Furla, tra i ricordi territoriali della mia Bicocca e una lieve brillatura alcolica.
È ora che si parla di Gl. È più giovane, ma è già un uomo fatto, di lavoro, di viaggi. E io non ho potuto guardarlo negli occhi suoi siculi e profondamente scuri come la notte che ti avvolge e via dicendo romanticherie spicciole, senza infatuarmene. Ma fosse solo quello. Il Tutto mi ha rapito: il rapporto fra le grandezze del suo corpo, la forma del cranio, la distanza fra gli occhi, il sorriso, il profilo, la larghezza delle cosce, la pancetta portata con dignità, ma soprattutto...
Voglio quella schiena! Per giorni ho voluto quella schiena, ho voluto affondarci le mie unghie, ho immaginato di farlo, di baciarla dal collo in giù per poi tornare su, misurare con il mio corpo la larghezza delle sue spalle, massaggiare la sua schiena e sentire il suo collo fra le mani. Ho immaginato di perdermi nel pelo che si intravedeva dalla polo slacciata, ho immaginato e desiderato di grattare la mia pelle contro la sua ruvida barba di un giorno, e le sue labbra carnose da signore del mare. La sua schiena... che quando si sedeva, si alzava la maglietta dietro e vedevo un po' di quella peluria che sale dal fondoschiena, e potevo immaginare glutei e gambe come solo il maschio che so di volere può avere...
Poi domenica siamo andati a fare merenda a California Bakery, per me un cookies e un americano sul prato in Sant'Eustorgio, poi aperitivo in zona allo Spritz.
Era seduto di fianco a me, coscia a coscia, profumo a profumo, e quando si chinava in avanti sul tavolino... la sua schiena...
Poi siamo andati al cinema, improvvisando. Un week end lunghissimo che è finito poco fa, di lunedì sera, con me che mi faccio 40 minuti di metro e tratti a piedi per andare a salutarlo prima che riparta. E basta. Salutarlo. Con calma, ho goduto ancora di quello scorcio dietro, prima di dargli i due bacini, stringendogli la mano (dalle unghie curate), e approfittando per accarezzare un'ultima volta la sua schiena, un po' più a lungo... la sua schiena...

S. dice che mi ama anche per questo, per le pazzie, che se non lo avessi fatto me ne sarei pentito. S. ama uno stupido, ma contenta lei...

1 commento:

  1. ah benedetta sia la passione!!
    sopratutto quella che vive di attesa, di impercettibili sfioramenti, sguardi rubati, mezze parole, sbiricatine.. quella passione che è estrenea ai luoghi comuni, alle frasi fatte, che sa incantarsi per un profumo un sorriso...
    quella passione ceh stritola il cuore quando vede il suo oggetto di passione allontanarsi inesorabilmente..
    ma che dopo tutto ci fa sentire vivi in mezzo a un mondo di statue di cera e manichini......

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