È uno di quei momenti che dici: eccolo!
Ho appena riportato a casa mia sorella, in preda alla sua prima sbronza. Ho accompagnato un padre, il nostro, in preda al panico, a prenderla in De Angeli. Se ci penso, è la zona che frequentavo io alla sua età, i favolosi 17. L'Accademia, e il Tuareg (da noi scoperto più tardi, ora locale per ragazzetti). Lei chiama, "Mamma ho la nausea. Ho bevuto solo un analcolico". Ci credo poco, ma finché non vedo... Poi vedo. Che cosa hai bevuto? "Un mojito". Ah, compagno di mille battesimi. Brava, G. Almeno hai buon gusto. Ma come tutte le prime sbronze, l'ha presa storta. È uno spettacolo, io me la ridacchio, perché non è nulla di grave, domattina, dopo una notte infernale, passerà tutto e rimarrà un mal di testa, e forse una lezione.
Ora è di là con mamma che le fa le coccole e cerca di farla addormentare, mentre parla a sproposito e, oh, l'ha proprio presa male. Non riesco a preoccuparmi più di tanto. Quasi quasi la invidio. Quasi quasi. Lei li ha potuti chiamare in soccorso.
Quando io presi la mia prima storta avevo già 18 anni, ed ero al diciottesimo di un mio compagno di classe. Vomitai per il giardino della villetta in zona De Angeli. Un mio amico mi portò sottospalla a casa di un'altra compagna di classe, e dormii lì. Il giorno dopo, era fine maggio, tornai a casa con l'autobus fedele e avevo la febbre. Sarà stato che ero completamente fradicio quando mi portarono, nella notte, a dormire. I miei non lo seppero mai.
È anche per questo che stasera si sono impanicati, perché non hanno mai avuto a che fare con un figlio ubriaco storto. Hanno sempre solo vissuto la mattina dopo, il caratteraccio e il mutismo del dopo. Ma era sempre domenica.
Anche domani sarà domenica (ok, è già scattata, diciamo: al risveglio).
Al risveglio sarà la sua prima domenica, in un certo senso, da adulta.
Buona fortuna, sorella.
tenero, protettivo, vigile...sopratutto non paternalistico...praticamente una mosca bianca
RispondiEliminaspero che qno prima o poi se ne accorga...