martedì 24 novembre 2009

casi umani, episodio 03

L'Infante.

Non c'è molto da dire, si riduce ad essere un giovane ragazzo di un'età massima di 21 anni, alla ricerca di qualcuno che lo sottometta psicologicamente. Estremamente malleabile, tende a scegliere come compagno del momento qualcuno che gli dia l'assoluta certezza di fornirgli schemi interpretativi e tagli di capelli - cerca, insomma, un facilitatore di scelte quotidiane.
Tende a stabilirsi al domicilio del suo ragazzo, il quale a sua volta lo tratta spesso con la sufficienza della superiorità, assecondando così la volontà di ammirare qualcuno che l'Infante ha insita.
Solitamente magrolino per denutrizione, è flessibile come il suo carattere, ammesso che ne abbia uno, e la sua personalità è instabile: nel migliore dei casi, si direbbe adattiva; nei peggiori, assente.
Probabile che assuma nel sesso un ruolo esclusivamente ricettivo per dare gioia al suo signore. Se doveste incontrarne di versatili o esclusivamente proattivi, avete a che fare con un esemplare di Narciso.
Dopo i 21, un Infante resta tale, anche se potete chiamarlo in altri modi.

Rimedio: resistere alla tentazione di degradarlo con semplicità; se volete sbarazzarvene, provate a insegnargli la dignità.

Buona fortuna

sabato 21 novembre 2009

stufa elettrica

Mi sono stufato dei gay.
Li trovo superficiali. Viuccia dice che il problema è all'origine, riguarda il momento del primo contatto, la modalità virtuale e via dicendo. Potrebbe avere ragione, ma dopotutto è difficile rimorchiare in un locale un gay se non rispecchi il canone di certe foto dei profili chatterecci: snello, con la variante atletico, taglio alla moda, magari non peloso e via dicendo. Mi rifugio nella Bearlandia (ché preferisco, personalmente, taluni esemplari) ma non è che vada meglio. Insomma, questi gay mi hanno stufato. Allora mi sono buttato sulle forti infatuazioni verso gli etero, ma non qualsiasi etero. Solo gli etero omoconcilianti, ossia quelli che non si fanno problemi se esprimi la tua preferenza, e fanno i piacioni, i mentalmente aperti, si fanno magari rimorchiare in un pub e poi dopo sei ore di flirt ti dicono che sono etero, ma che «hai fatto bene a dirmi che ti piaccio». Secondo me non ho fatto bene, e poi se ho fatto bene, almeno stacci un po'. Se no mi dici che ho fatto male, perfavore. Quindi sono stufo anche di prendermi bene per questi etero omoconcilianti.
Proporrei, se non fosse reazionario e anacronistico, un ritorno di velocità ad una mentalità semplice, fatta di buone e care e definite categorie e stereotipi e modi di fare del tutto riconoscibili.
Così evitiamo di fare figure di merda, grazie.

lunedì 16 novembre 2009

the nerd is over

Finisce anche l'avventura con Tavorik, durata poco più di una settimana, o meglio tre sessioni d'incontro, tre sedute. Non ci credeva nessuno dei due, forse. Questo week end ero nella Metropoli ma non mi sono (potuto?) far sentire, né tantonmeno andare a trovarlo, dare delle saldature. Insomma, poca assiduità. E giusto ora mi dice che se non c'è una certa assiduità non riesce a trovare nell'altro l'entusiasmo che vorrebbe vedere per provare. Ci si è provato, non è andata. Le cose non spariscono, comunque. Le cose fatte e le cose dette.
Di certo, questa volta provo una strana, adorabile ed inquietante indifferenza...

giovedì 12 novembre 2009

piene le fosse

Veramente non pensavo che ci sarei rimasto sotto in questo modo: è una storia di quattro anni fa. L'ho lasciato io quattro anni fa. E gli ho chiesto, dopo che lui tentava di mantenere un contatto, che non ce n'era per nessuno. È sparito, ha trovato un nuovo ragazzo con cui sta ancora dopo, credo, tre anni. Io in quest'ultimo anno ho pensato spesso a questo mio ex. Non in chiave revival, ma solo come pensiero. Un pensiero di possibilità che io stesso ho deciso di non assumere. Quattro anni fa, i motivi per cui troncai dopo otto mesi di storia tutto sommato molto bella, erano quelli dell'inesperienza, erano cioè dettati dall'inesperienza. O forse da una eccessiva intransigenza.
Bene, becco il profilo del suo tipo, con tanto di link al partner, su un sito famosissimo di incontri shakespeariani. Nella foto sono insieme, sorridono. Ci sono più foto, di loro due, in giro chissà dove.
Potevo esserci io, in quelle foto.
Ora, col senno di poi riempio le fosse del rimorso.
Perché dopo di lui, io non ho fatto che spargere schegge d'amore a caso, e non me ne è mai tornata indietro nessuna.

Nessuna.

lunedì 9 novembre 2009

la superficie delle cose e delle persone

Su-per-fi-cia-li-tà, s.f. inv., carattere di chi (di ciò) che è superficiale || fig. Mancanza di approfondimento, di riflessione: giudicare con s. una situazione complessa (dal dizionario Hoepli online).

La fa da padrone in molte, troppe situazioni de l'ambiente. L'ultima, che per fortuna mette la parola fine ad una bagarre di nondetti, vede come protagonista R., che potremmo anche chiamare il Mesellenico.

«È semplice: se uno si fa sentire, vuole approfondire. L'ultima sera non mi sei piaciuto e quindi stop.»

E quindi stop? L'ultima sera dopo quattro, di cui la prima intensamente sessuale, le altre due uscite di peripasi, le chattate?
Quando poi gli si fa notare l'ambiguità di certe precedenti dichiarazioni, basandosi sulle quali uno facilmente mette in conto la possibilità di un plusvalore della frequentazione, non risponde con altro che con un "ma va".
Ero io quello preso, secondo la sua personale e arrogante interpretazione di quella fatidica ultima sera.
Come se essere presi fosse una colpa indelebile punibile con l'esilio.
Io diventerò un serial killer, un serio killer.

domenica 8 novembre 2009

maths

Secondo la nuova matematica dell'esistenza,

1+1=gay

Annotatevelo.

giovedì 29 ottobre 2009

casi umani, episodio 02

Ieri sera qui a Conciliopoli c'è stata la festa di laurea del G. e ho potuto intravedere alcuni esemplari interessanti.

Ad esempio, l'Ipertrofico, ossia quell'individuo, il cui ego si espande a dismisura all'interno della stanza o dell'ambiente in cui lo incontrate, in misura maggiore se ha la possibilità di imbracciare uno strumento a corda quale la chitarra e inscenare un ferragosto autunnale.
L'ipertrofia del Sé si manifesta soprattutto nella cosiddetta sindrome del piacione, per cui è anche possibile chiamarlo il Piacione. Di lui è facile invaghirsi, perché dimostra di non essere assolutamente interessato a chi siete, a cosa fate dei vostri genitali e delle vostre zone erogene, e vi parla con il coinvolgimento che riserverebbe al suo prediletto oggetto del desiderio, che spesso non coincide con il vostro, ma vi fa ambiguamente credere il contrario, o almeno la possibilità del contrario. Vi informate ansiosamente sul suo status sentimental-relazionale attraverso accurate indagini improvvisate fra i conoscenti presenti, traendo le conclusioni rassicuranti, creando un mito di salvazione. Vi saluta calorosamente, come se volesse rivedervi in altre situazioni, o in quell'altra situazione. Sta con voi e vi dedica il tempo che mai nessuno sembra avervi dedicato, nessuno tra gli uomini che avete avuto fin ora. Il suo trucco è farvi sperare. Siano maledetti, perché spesso provocano una sindrome di impotenza esistenziale.
Dal punto di vista sessuale, non ho informazioni in merito: di solito scompare come meteora dalla vostra vita, o se proprio riuscite a portarvelo a letto, è di quelli che non restano.

Rimedio: nessuno, i Piacioni hanno un fascino che si smorza solo con il tempo, o con traumi improvvisi tipo incontrarlo con la compagna/il compagno, o sapere che vi odia. Ma per incontrarli di nuovo ci vuole una dose di fortuna che supera quella giornaliera della fettina di culo.