lunedì 9 novembre 2009

la superficie delle cose e delle persone

Su-per-fi-cia-li-tà, s.f. inv., carattere di chi (di ciò) che è superficiale || fig. Mancanza di approfondimento, di riflessione: giudicare con s. una situazione complessa (dal dizionario Hoepli online).

La fa da padrone in molte, troppe situazioni de l'ambiente. L'ultima, che per fortuna mette la parola fine ad una bagarre di nondetti, vede come protagonista R., che potremmo anche chiamare il Mesellenico.

«È semplice: se uno si fa sentire, vuole approfondire. L'ultima sera non mi sei piaciuto e quindi stop.»

E quindi stop? L'ultima sera dopo quattro, di cui la prima intensamente sessuale, le altre due uscite di peripasi, le chattate?
Quando poi gli si fa notare l'ambiguità di certe precedenti dichiarazioni, basandosi sulle quali uno facilmente mette in conto la possibilità di un plusvalore della frequentazione, non risponde con altro che con un "ma va".
Ero io quello preso, secondo la sua personale e arrogante interpretazione di quella fatidica ultima sera.
Come se essere presi fosse una colpa indelebile punibile con l'esilio.
Io diventerò un serial killer, un serio killer.

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