Mi sono stufato dei gay.
Li trovo superficiali. Viuccia dice che il problema è all'origine, riguarda il momento del primo contatto, la modalità virtuale e via dicendo. Potrebbe avere ragione, ma dopotutto è difficile rimorchiare in un locale un gay se non rispecchi il canone di certe foto dei profili chatterecci: snello, con la variante atletico, taglio alla moda, magari non peloso e via dicendo. Mi rifugio nella Bearlandia (ché preferisco, personalmente, taluni esemplari) ma non è che vada meglio. Insomma, questi gay mi hanno stufato. Allora mi sono buttato sulle forti infatuazioni verso gli etero, ma non qualsiasi etero. Solo gli etero omoconcilianti, ossia quelli che non si fanno problemi se esprimi la tua preferenza, e fanno i piacioni, i mentalmente aperti, si fanno magari rimorchiare in un pub e poi dopo sei ore di flirt ti dicono che sono etero, ma che «hai fatto bene a dirmi che ti piaccio». Secondo me non ho fatto bene, e poi se ho fatto bene, almeno stacci un po'. Se no mi dici che ho fatto male, perfavore. Quindi sono stufo anche di prendermi bene per questi etero omoconcilianti.
Proporrei, se non fosse reazionario e anacronistico, un ritorno di velocità ad una mentalità semplice, fatta di buone e care e definite categorie e stereotipi e modi di fare del tutto riconoscibili.
Così evitiamo di fare figure di merda, grazie.
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