Essendo una persona virtuale, non posso darvi un identikit rigoroso. La sua tipizzazione si basa sul suo comportamento discorsivo. Il tipico individuo chattante di una chat gay sembra perdere per l'occasione ogni senno. La sua capacità di inanellare un discorso con un valore (anche minimo) è ridotta a poche, canoniche, formule. Provate a contattarlo, cambiando nickname ogni volta. Avrete sempre lo stesso, identico, schema (il Chatter è in corsivo):
- Ciao
- Ciao
- Come va?
- Bene, e tu?
- Bene
(pausa)
- Cosa fai qui? (curiosità di chi cazzeggia in chat come me, ndr)
- Cazzeggio (uh, uno come me, chissà che non si possa cazzeggiare e conoscersi un po', ndr)
- Anch'io.
- Come sei?
- (descrizione sommaria delle misure significative, ndr)
- Io (misure fisiche e anagrafiche)
- Ok
- Ti va sesso?
- Veramente sono qui così, per passare il tempo e magari trovare qual...
- a o p?
E via dicendo. Di solito, quando capiscono che sei davvero lì per due chiacchiere, appare qualcosa che suona più o meno come
[L'utente ha lasciato la chat privata]
Altro da dire?
Non c'è rimedio, se non smettere di provarci. A volte va meglio, ma si contano sulla mano di un monco.
[L'utente ha abbandonato il blog]
Io ogni due/tre mesi ci riprovo sempre, a chattare, così, un paio di volte, giusto per vedere che aria tira...
RispondiEliminaPuntualmente mi capitano individui come quello da te descritto.
Rassegnato, chiudo tutto, e me ne torno nel mio silenzio.
-_-