Il peramale è un cocktail tatiano senza storia, un miscuglio di vodke lisce e fruttate e succhi di frutta che ti arriva a fine serata, e ti stordisce, ma non ti impedisce di scrivere un post sul tuo blog in prima persona, dopo che hai passato il dopocena di una cena a base di pizze fatte in casa con una combricola che speri diventi abitudinaria fatta di tre come te e una siddetta frociara. Passata in un posto dove l'unica attrattiva, per altro meritevole, è il cavalier servente bassetto ma con un'aria da sbadabam-pem-pem, che una notte ce la passeresti volentieri, anche solo una volta, soprattutto se giri senza mutande perché ne hai poche pulite in valigia e aspetti che quelle lavate a scrocco dall'amica si asciughino, in questo periodo che le tue All Star di pelle nera puzzano come non mai, e forse è ora di comprarsi delle vere scarpe che facciano fronte all'inverno valligiano e dovresti pure tagliarti i capelli ma non sai come, perché hai paura di apparire più brutto di quanto non pensi già di essere, e scrivi tutto questo in un blog con la testa che ti gira e lo schermo che sfarfalla.
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