lunedì 28 dicembre 2009

allora, io vado

Sì, è un po' che non scrivo. Forse non molto, ma mi sembra che siano secoli che non ho più alcuna voglia di dire le cose successe, perché quello che è successo... Quello che è successo... Io non so dirlo più, forse non ho mai saputo dirlo o ho sempre sbagliato nel dirlo. Forse dovrei parlare più a fondo di come è successo quello che è successo o non successo con Mr. Politically Correct. Forse mi servirebbe per distaccarmene ancora un po', tipo la terapia della parola che vado propugnando da anni: oggettivare i problemi per renderli cose che poi, in quanto oggetti, possano essere riposti in uno scaffale della piccola anima (immortale). So solo che... Uffi. Non mi viene nient'altro da dire, o forse sì, ma volevo cominciare così, con l'espressione della sensazione finale. La delusione, ma non per aspettative non verificatesi, quanto per emozioni del tipo: "Ancora?". L'ultimo sabato a Masteria è stato il sabato della verità non detta, della verità volutamente taciuta. Niente di sfuggito, solo evitato. Borgonauta che dice chiaramente al Mr. che lui con me non è stato abbastanza chiaro e che non crede a questo genere di amicizie. Lui che ci resta. Lui che di nuovo si accolla al gruppo per la serata, visibilmente inadeguato, taciturno, non più lui. La nostra interazione a zero. Io faccio egregiamente finta di non sapere. Lui che va da Lubi e Borgonauta cercando una sua apologia, una sua discolpa, un "Non sono lo stronzo approfittatore che credete", e loro che gli spiegano per filo e per segno com'è andata la storia, l'ambiguità, la sua natura di etero omoconciliante, l'atteggiamento troppo ravvicinato che male concorda con il rifiuto iniziale dei miei interessi e delle mie intenzioni, lui che cerca di svicolare e che alla fine, alla fine di tutto, dice soltanto: "Ma io ho un sacco di amici così". Ecco fatto, lui ha un sacco di amici "così", quindi è un brav'uomo, un figliol prodigo. "Allora gli riparlerò", afferma alle mie due protettrici, ma poi c'è solo un "Allora io vado". Il resto è qui

J. Fussli, "Il silenzio"

Nessun commento:

Posta un commento