domenica 6 marzo 2011

non indurre tentazioni, deducile dal male

No, è che sono appena tornato dal matrimonio di un amico di famiglia. Il figlio degli amici di famiglia, in pratica noi eravamo loro dirimpettai di pianerottolo e quindi nel tempo dell'infanzia loro furono seconda famiglia per me. Dicevamo, questo matrimonio. Vorrei fissare su "carta" alcune osservazioni. 
Primo: a quanto pare è l'anno dei viola e dei lilla, per tutti. Secondo: questa moda di scegliere per la cerimonia posti sperduti a cinquanta kilometri da casa, deve finire. (Soprattutto se è un luogo dove è impossibile essere arrivati per caso e "Oh, guarda, che bella chiesa, ci sposiamo qui?") Terzo: questa cosa di scegliere per il momento del cibo posti sperduti nella campagna più fredda, deve finire. ("Ma è un loft" e chi se ne frega?) Quarto: sembra essere ormai molto chic (a radical?) andare a un matrimonio vestiti come se si stesse andando in un qualsiasi altro posto, camicie fuori e stropicciate e felpe con il cappuccio e jeans. (Mi sembra normale mantenere un certo dress-code, non costa nulla.) Quinto: questa cosa di costringere le persone a ballare è peggio di quella volta in cui Marco Carta vinse Sanremo. Potrei andare avanti, ma ho solo voglia di attivare la modalità reset e tornare con la memoria a prima di tutto questo. Sacrifico il ricordo di un'intera giornata per un po' di pace interiore. Sembra poco?  

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